Allo zoo di Poppi (Arezzo) ”una bambina stamane e’ caduta spinta da un asinello, un altro gli cammina sopra e lascia il segno dello zoccolo nella spina dorsale. Inutile chiedere aiuto, gli addetti sono impegnati al bar e al ristorante. Con fatica si ottiene del ghiaccio, con urla e minacce del disinfettante”. Lo denuncia la senatrice toscana del Pd, Donatella Poretti.

”Ma la cassetta del pronto soccorso – scrive in una nota – non e’ obbligatoria nei locali pubblici? Possibile che non ci sia un responsabile che vigili sui bambini e sugli animali? Possibile che nessuno si interessi se una bambina viene ferita da un animale?”.

”Allo zoo di Poppi questo e’ possibile – prosegue la senatrice Pd – Passata la paura per la bambina dopo oltre due ore al Pronto soccorso dell’ospedale di Bibbiena, ecografie e analisi varie, resta solo da denunciare la vicenda e chiedere l’intervento delle guardie zoofile per le condizioni degli animali e per l’Asl per la mancata assistenza sanitaria. La soluzione migliore: la chiusura” dello zoo, conclude la Poretti.

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Dopo qualche giorno di osservazione è stata trasferita al Centro Recupero Fauna Selvatica di Catania un giovane esemplare di tartaruga di terra affidato ai nuclei di vigilanza di LIDA e WWF. Le tartarughe sono rettili prettamente vegetariani che vivono in un habitat tipicamente mediterraneo caratterizzati da inverni miti ed estati aride con temperature elevate. La Testudo hermanni corre purtroppo un serio rischio d’estinzione per fattori diversi quali l’agricoltura meccanizzata e l’uso di pesticidi, il traffico automobilistico, gli incendi, la cattura illegale. Come tutti i rettili del genere Testudo è inserita nella Red List delle specie minacciate di estinzione ed è protetta dalla Convenzione di Berna ed inclusa nella CITES per cui è assolutamente vietato il prelievo in natura ed è regolamentato l’allevamento ed il commercio degli esemplari in cattività.

Nei giorni scorsi è stata consegnata alle guardie giurate anche un giovane esemplare di ghiandaia marina (Coracias garrulus) recuperato da una ragazza nissena nelle campagne della periferia cittadina. Anche il volatile sarà trasferito nei prossimi giorni al Centro di recupero di Catania. La ghiandaia marina è uno degli uccelli più vistosi che si riproducono in Europa. Ha le dimensioni di un piccolo corvo ma con colori assai più evidenti: verde, azzurro, marrone e nero. Dopo aver trascorso l’inverno in Africa centrale e meridionale, raggiunge le regioni dell’Europa meridionale ed orientale per nidificare. L’esemplare recuperato era probabilmente diretto verso la Riserva Naturale del Biviere di Gela e presentava delle lesioni al piumaggio di un’ala e della coda. La popolazione italiana di questo esemplare appare in netto decremento (300-500 coppie concentrate in Sicilia e Sardegna) con nidificazioni quasi del tutto solitarie. I principali fattori limitanti sono costituiti dalle modifiche apportate agli habitat idonei e soprattutto dalla trasformazione delle pratiche agricole indirizzate verso le monocolture. Inoltre per queste specie insettivore e migratrici risulta determinante l’uso dei pesticidi nelle zone di svernamento a sud del Sahara. La specie è inserita dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura nella categoria di minaccia NT-Near Threatened (quasi a rischio).

Sassari – Entro un anno dovrà essere chiuso il nuovo appalto per i servizi legati alla nettezza urbana, dal 2006 affidato alla Gesenu di Perugia. La pubblicazione dovrebbe avvenire per febbraio e, salvo ricorsi che potrebbero ritardare l’aggiudicazione del bando, chi lo vincerà dovrà gestire una torta di circa 80-100 milioni di euro. Ma il capitolato sarà profondamente rivisto. È quanto ha anticipato l’assessore comunale alle Politiche Ambientali Monica Spanedda, che ha riferito alla VI Commissione permanente del Consiglio comunale, guidata da Giampaolo Manunta, e competente in materia di sicurezza, ambiente, ecologia, igiene e tutela del territorio.

Non è stata l’unica novità emersa nel corso dell’audizione dell’assessore, insediata da meno di un mese e nelle prime settimane ha visto la vittoria del Comune di Sassari alle Cartoniadi 2010. Le politiche ambientali non sono solo gestione dei rifiuti ma l’attenzione dei sassaresi per la pulizia della città non può certo essere messa in secondo piano. Uno dei primi interventi riguarderà la raccolta differenziata, ferma alla soglia del 30-33 per cento. Un dato sicuramente positivo se visto nel complesso. Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi in avanti. Ma non sono sufficienti. Il motivo per il quale non si riesce a fare il salto di qualità è probabilmente legato al sistema di raccolta con il cassonetto in strada. Gli esempi delle soluzioni adottate nei comuni della Penisola si sprecano. Un suggerimento lo ha dato subito Giancarlo Carta (Pdl), che della stessa VI Commissione è il vicepresidente: adottiamo i cestoni per i condomini come si fa a Milano, dove è consolidato il sistema dei 4 bidoni che vengono svuotati a tutti i giorni alle 5 del mattino.

Ma a Sassari bisogna anche fare attenzione alla raccolta indifferenziata, che nell’ultimo mese ha avuto un picco in aumento, a causa probabilmente dell’entrata a regime del ritiro della differenziata anche nei comuni limitrofi, come Sorso e Porto Torres. Il problema dei residenti fuori dal capoluogo che gettano i sacchetti della spazzatura nei cassonetti sassaresi, magari per comodità (per esempio, prima di recarsi al lavoro), dovrà essere affrontato al più presto. Anche perché costituiscono un aggravio per il sistema di raccolta che non può essere previsto da Palazzo Ducale al momento della chiusura dei bilanci o dei capitolati d’appalto.

Rimane importante il momento del controllo del corretto conferimento (per esempio negli orari previsti) della nettezza urbana da parte dei cittadini (ma anche della stessa Gesenu in fase di raccolta). All’assessorato all’Ambiente fanno riferimento due eco sceriffi e due compagnie di guardie zoofile, che già dalla scorsa settimana stanno presidiando il territorio. Potranno elevare sanzioni da 25 a 500 euro. Un gruppo di tutela ambientale è presente anche all’interno della polizia municipale. Mentre tra i 160 uomini della compagnia barraccellare solo i 7 ufficiali potrebbero intervenire ricorrendo alle multe (ma i loro compiti per i controlli in materia vanno ancora definiti).

Sul piano della comunicazione a settembre partiranno le nuove campagne di sensibilizzazione nelle scuole. Verrà inoltre esteso alle scuole elementari il programma per la raccolta differenziata, in particolare per plastica e lattine.

Novità anche per il fenomeno dei cani randagi, che in alcuni quartieri della città stanno diventando una vera e propria emergenza, soprattutto nelle prime ore del mattino. Si interverrà solo dopo la definizione del tavolo tecnico con Asl e ordine dei veterinari. Una delle soluzioni suggerite dal sindaco Gianfranco Ganau – che evidentemente è molto sensibile al riguardo – martedì scorso in occasione della lettura del programma del suo secondo mandato è quella di individuare i capibranco e procedere alla loro sterilizzazione. Ma è un’ipotesi. Idem il potenziamento dei canili municipali. Altro problema è quello delle deiezioni canine: d’ora in poi ci sarà tolleranza zero, in particolare da parte della polizia municipale, nei confronti dei troppi padroni maleducati.

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Un ultimo problema è stato sollevato da Antonio Cardin (Psd’Az) e Rino Tedde (Upc). Come eliminare l’eternit dagli edifici cittadini? Non sempre i proprietari sono in grado di intervenire, anche per i costi elevati. Il problema esiste, ha detto l’assessore Spanedda. Per il momento si interverrà sullo smaltimento: entro un mese verrà infatti aggiudicato l’appalto per i rifiuti tossici.

Ragusa – È in fase di predisposizione la convenzione tra Comune di Ragusa e le guardie zoofile.

“Una esperienza – commenta il consigliere comunale Emanuele Distefano – che si ripete come già l’anno scorso grazie all’operatività dell’assessore alla Tutela degli animali, Rocco Bitetti, e del dirigente del primo settore, Francesco Lumiera.

Gli obiettivi che ci si pone con la suddetta convenzione riguardano il controllo della microchippatura e il rispetto, da parte dei possessori dei cani, delle prescrizioni contenute in una specifica ordinanza sindacale, quella cioè che impone di portare a spasso gli amici a quattro zampe avendo sempre cura di tenere con sè la paletta e il sacchetto”.

Distefano sottolinea che, anche alla luce degli ultimi episodi verificatisi in alcune zone centrali di Marina e del capoluogo, i proprietari dei cani devono attenersi all’ordinanza che impone il rispetto delle suddette indicazioni.

“Chi non rispetta le prescrizioni – continua Distefano – è soggetto a subire delle sanzioni. Il nostro obiettivo deve essere quello di aiutare a mantenere pulita la città facendo riferimento all’attuazione di piccole azioni. Il tutto nel rispetto di quei cittadini che, pur amando gli animali, si indignano quando vedono sporca la propria Ragusa”.

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